La luce alla finestra pareva eterna
quando restavi nell'alta stanza per me;
brillava tra le foglie sopra gli alberi
come la mia certezza.
La luce è caduta e tu sei nascosto
in solari penisole di spada:
strapata come foglie per l'Europa è la pace
che scorreva attraverso noi.
Ora salgoda solo alla stanza alta
sopra la piazza rabbuiata
dove tra pietre e radici, gli altri
rimangono amanti non spezzati.
STEPHEN SPENDER, TR. ALFREDO RIZZARDI
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giovedì 3 marzo 2011
sabato 25 dicembre 2010
INCURSIONE AEREA ATTRAVERSO LA BAIA DI PLYMOUTH IV, III
Contro il muro tu sei già in parte un'ombra
esistenza graffiante e mormorante e graffiantte quasi perduta
alla nostera vita volgare e chiassosa che corrode le stanze
alla nostera vita volgare e chiassosa simile a un mucchio
[di fiori effimeri.
STEPHEN SPENDER, TR. ALòFREDO RIZZARDI
esistenza graffiante e mormorante e graffiantte quasi perduta
alla nostera vita volgare e chiassosa che corrode le stanze
alla nostera vita volgare e chiassosa simile a un mucchio
[di fiori effimeri.
STEPHEN SPENDER, TR. ALòFREDO RIZZARDI
giovedì 22 luglio 2010
ESPLORAZIONI
Se siamo ciò che siamo, che saremo
se non quello che siamo? Siamo, abbiamo
sei piedi e settant'anni, per vedere
la luce, e abbandonarla per la tomba.
Mondi non siamo, no, né infiniti,
non abbiamo diritti sulla pietra
tranne quello di testimoniare
nell'invenzionedella città uman
la morte, noi stessi, il nostro amore.
S'alza lq torre simile a una freccia
dall'orlo della terra verso il cielo,
nllo stagno stellato in alto e in basso,
tuffanndosi e scalando il nostro mondo
per rendere più angusta la distanza
tra il mondo che tu hai chiuso negli occhi
e il mondo luminoso che indietreggia.
STEPHEN SPENDER, TR. ALFONSO RIZZARDI
se non quello che siamo? Siamo, abbiamo
sei piedi e settant'anni, per vedere
la luce, e abbandonarla per la tomba.
Mondi non siamo, no, né infiniti,
non abbiamo diritti sulla pietra
tranne quello di testimoniare
nell'invenzionedella città uman
la morte, noi stessi, il nostro amore.
S'alza lq torre simile a una freccia
dall'orlo della terra verso il cielo,
nllo stagno stellato in alto e in basso,
tuffanndosi e scalando il nostro mondo
per rendere più angusta la distanza
tra il mondo che tu hai chiuso negli occhi
e il mondo luminoso che indietreggia.
STEPHEN SPENDER, TR. ALFONSO RIZZARDI
lunedì 28 giugno 2010
SEPARAZIONE
Sì, la volontà ha deciso. Ma come può il cuore
che giace molto al di sotto della superficie
delle livellate ragioni che l’occhio vede –
come può l’occhio decidere
di bandire per sempre questo cuore amato?
Agli occhi stellati, tra le canne del buio,
rinunziare? Alla luce dentro la cecità del corpo?
Per dimostrare che erano perdute in ogni modo
e accettare i moncherini incespicanti della consolazione?
Sotto il sonno, sotto il giorno,
sotto la terra, nella galleria del midoll,
amore immutabile giura che tutto è immutato, e sa
che ciò che non ha rimane ancora quanto possiede.
STEPHEN SPENDER, TR. ALFREDO RIZZARDI
che giace molto al di sotto della superficie
delle livellate ragioni che l’occhio vede –
come può l’occhio decidere
di bandire per sempre questo cuore amato?
Agli occhi stellati, tra le canne del buio,
rinunziare? Alla luce dentro la cecità del corpo?
Per dimostrare che erano perdute in ogni modo
e accettare i moncherini incespicanti della consolazione?
Sotto il sonno, sotto il giorno,
sotto la terra, nella galleria del midoll,
amore immutabile giura che tutto è immutato, e sa
che ciò che non ha rimane ancora quanto possiede.
STEPHEN SPENDER, TR. ALFREDO RIZZARDI
domenica 13 aprile 2008
Mai nell’Essere, ma sempre sull’orlo dell’Essere,
la mia testa − Maschera di Ferro − è portata nel sole.
Con l’ombra che punta il dito alla guancia,
muovo le labbra per gustare, muovo le mani per toccare,
ma non giungo mai più vicina del tutto
sebbene lo Spirito si sporga per vedere.
Nell’osservare rosa, oro, occhi o un paesaggio ammirato,
desiderano essere
rosa, oro, paesaggio o altro
Reclamano la gioia nel fatto d’amare.
STEPHEN SPENDER, TR. ALFREDO RIZZARDI
la mia testa − Maschera di Ferro − è portata nel sole.
Con l’ombra che punta il dito alla guancia,
muovo le labbra per gustare, muovo le mani per toccare,
ma non giungo mai più vicina del tutto
sebbene lo Spirito si sporga per vedere.
Nell’osservare rosa, oro, occhi o un paesaggio ammirato,
desiderano essere
rosa, oro, paesaggio o altro
Reclamano la gioia nel fatto d’amare.
STEPHEN SPENDER, TR. ALFREDO RIZZARDI
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