martedì 25 marzo 2008

QUIETE

Né il fruscio delle foglie
né il rumore dei boschi addormentati,
né gli spruzzi. Dell’onda,
ammutolito incanto alle ninfee gialle,
né il cinguettio degli uccelli,
né le inquiete voci umane,
né lo scalpiccio
delle pioggerelline che picchiano sulla terra.
Oh, mare di silenzio,
sogni muti, silenziosi,
oh, pareti strette,
della prigione solitaria e silenziosa…
No, non sono nato
per la quiete insonne della notte,
sono innamorato con tutto il cuore
del suono dell’universo immortale!
LODONGYN TUDEV, TR.PAOLA PEROTTI

PRIMAVERA

Della mia stanza buia aprii la finestra.
E, oh miracolo degli incanti, i miei occhi aperti
Rimasero più aperti della finestra.

In un grido in cui tutta la mia anima io misi,
il silenzio squarcia in questo colpo di luce:
E’ Lei!
È nel balletto delle immagini, ballando come il vento
del sud,
cominciai a vederLa, a sentirLa…E tutto mutava:
Guardai il cielo e il cielo era sangue azzurro
Che fioriva in grembo ad una principessa slava!

Guardai la montagna e la terra bassa e molle
dove la vista corre, vola e si perde…
E sulla montagna e sulla terra bassa, il sole
Era un clarino d’oro che agitava una fiammella verde!

E davanti alla nuvola che nessuno scopre e che va,
esclamai, nella confusione inesplicabile e franca
dei grandi matti del mondo; Guardai
la Donna di Spuma in groppa ad un ginnetto bianco!
LUIS VEIGA LEITÃO, TR. DANIELA DI PASQUALE

lunedì 24 marzo 2008

O misteriosa sovra tutte le cose
chiara luce del giorno.
Avvolgi nelle tue onde il mondo
come vascello inciso nel diamante,
e verso un ignorato lido
lento lo sospingi e silenzioso,
sì che mai affondi
quando insensibilmente e segreta
o luce chiar in sera ti dissolvi.
SIBILLA ALERAMO

domenica 23 marzo 2008

NEL CIELO ALTO

Nel cielo alto
vola lentamente un nibbio
tracciando un cerchio

Insieme a lui
dentro di me ho
qualcosa che traccia
lentamente un cerchio
KIKUO TAKANO, TR. PAOLO LAGAZZI E YASUKO MATSUMOTO

sabato 22 marzo 2008

Forse a notte avrò un bosco le
sue fronde lunate, le sue vette

di pini e d’indaco le scoccanti
note dei suoi gufi camminerò

forse radendo felici agrifogli ignoto
incontrerò la radura, l’altare

Non so dove sarò io al dilagare
Della notte giù dal cielo.

Forse avrò un bosco, grande e mareggiato
dove le pigne fermano i nidi a stelle

lì duro, altissimo, incurvato
il cielo scende sopra le pietre dell’

altare.
EDOARDO CACCIATORE

venerdì 21 marzo 2008

IO E IL PAESAGGIO

Io e il paesaggio andiamo d’accordo.
Anche se il tipo loquace sono io, lui pure sa
Raccontarmi i sintomi della sua esistenza, come una conchiglia
mormora di oceani.

Loch Rannoch increspandosi scivola nel sole
I suoi geroglifici svaniscono uno a uno
Ma si ricreano, concluso il loro messaggio,
All’infinito.

Quella sprizzante allodola lanciata in alto nel blu
Svanirà stordita nel nulla, ma lascerà di sé una fedele
Traduzione − senti come scroscia il suo canto attraverso
La sua comparsa.

Il falco sa tutto di questo, mentre scuote
Un guanto vuoto su ripidi declivi d’aria
Finché il suo piede giallo non si stringe attorno a un grido, per strappare
Liscia pelliccia, liscia piuma.

Certo, questo significa che Schicha llion, nella mia mente
È più di una montagna.In essa si lascia dietro
Un significato, un’idea, una curva
Accucciata nella cavità di un monte.

Perciò corteggerò la montagna fino ad apprendere
Il significato del significato, niente meno. Oh,
c’è uno Schicha llion ovunque tu vada,
L’ essenziale è scalarlo.
NORMAN MC CAIG, TR. VALENTINO POGGI

giovedì 20 marzo 2008

UN COMPONIMENTO PRESENTATO ALLA GARA DI POESIA PROMOSSA DALL'IMPERATRICE DURANTE L'ERA KAMPYO

Anche l’albero che dona i fiori
mai più trapianterò.
Ad ogni primavera
l’incostanza del colore
contagia il cuore umano.
SOSEI, KOKINSHŪ II°, 92; TR. IKUKO SAGIYAMA