Mi son perso tra i bambù
ma quando spunta la luna
ecco di nuovo la mia casa
YOTARO ISSA, TR. G. D'AMBROSIO ANGELILLO
martedì 8 aprile 2008
L'UCCELLINO
L'uccellino prepara il nido,
ma sa
che taglieranno l'albero.
YOTARO ISSA, TR. G. D'AMBROSIO ANGELILLO
ma sa
che taglieranno l'albero.
YOTARO ISSA, TR. G. D'AMBROSIO ANGELILLO
PESO DELLA DOLCEZZA del cielo
Dopo che tuonò e si muove la lumaca.
Pezzi di casa che galleggiano, balconi con l’asta devastanti,
il vento.
Realtà è la morte che sovrasta
Carica di vecchie felicità
e di quella bennata disperazione che si fece bianca
nelle dure solitudini.
ODISSEAS ELITIS, TR. PAOLA MARIA MINUCCI
Dopo che tuonò e si muove la lumaca.
Pezzi di casa che galleggiano, balconi con l’asta devastanti,
il vento.
Realtà è la morte che sovrasta
Carica di vecchie felicità
e di quella bennata disperazione che si fece bianca
nelle dure solitudini.
ODISSEAS ELITIS, TR. PAOLA MARIA MINUCCI
Le cime impallidiscono:
langue la luna stanca
nel cielo solitario
che da levante, verso oriente, sbianca.
E angustioso un ululo
che sul vento s’accompagna,
di tanto in tanto lacera
il suono della placida campagna.
E’ il chiù: sente nell’aria
le penne dell’aurora
preannunzianti, trepide,
la gloria della luce ch’egli ignora.
E dal suo cieco carcere
la chiama fisso e strano,
col singhiozzo implacabile,
povero chiù!di chi singhiozza invano
GIOVANNI ALFREDO CESAREO
langue la luna stanca
nel cielo solitario
che da levante, verso oriente, sbianca.
E angustioso un ululo
che sul vento s’accompagna,
di tanto in tanto lacera
il suono della placida campagna.
E’ il chiù: sente nell’aria
le penne dell’aurora
preannunzianti, trepide,
la gloria della luce ch’egli ignora.
E dal suo cieco carcere
la chiama fisso e strano,
col singhiozzo implacabile,
povero chiù!di chi singhiozza invano
GIOVANNI ALFREDO CESAREO
lunedì 7 aprile 2008
CIELO
Questo teatro il cielo della notte invade
Dovrai illuminarlo Stelle
e luna no soltanto volti
torneranno a morire come un palco
e nel cielo invasore dovrà il giorno
rispecchiare il suo nulla.
GASTÃO CRUZ, TR. GIULIA LANCIANI
Dovrai illuminarlo Stelle
e luna no soltanto volti
torneranno a morire come un palco
e nel cielo invasore dovrà il giorno
rispecchiare il suo nulla.
GASTÃO CRUZ, TR. GIULIA LANCIANI
domenica 6 aprile 2008
PENSIERO IN UNA NOTTE TRANQUILLA
Davanti al mio letto, la luna getta un chiarore vivissimo;
io dubito un momento se non sia la gelata bianca che
brilla al suolo
Levo la testa, contemplo la luna splendente;
Abbasso la testa e penso al mio paese.
LI TAI-PÊ, TR.ARTURO ONOFRI
io dubito un momento se non sia la gelata bianca che
brilla al suolo
Levo la testa, contemplo la luna splendente;
Abbasso la testa e penso al mio paese.
LI TAI-PÊ, TR.ARTURO ONOFRI
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