mercoledì 25 giugno 2008

Dorati uccelli dall’acuta voce, liberi
per il bosco solitario in cima ai rami di pino
confusamente si lamentano; e chi comincia,
chi indugia, chi lancia il suo richiamo verso i monti:
e l’eco che non tace, amica dei deserti, lo ripete dal fondo delle valli.
ANONIMO GRECO

martedì 24 giugno 2008

SABATO SANTO, 25

DI PASSAGGIO NELLA MIA INSONNIA di ieri
mi sorrise appena, per un attimo
la piccola dea dal nastro azzurro
che fin da bambino svelava i miei segreti

Poi scomparve veleggiando a destra
per andare a gettare le mie scorie
− cicche e poveri versi −
là dove ancora arde colmo di vita
giovinezza e fiero l’alto mare.
ODISSEAS ELITIS, TR. PAOLA MARIA MINUCCI

lunedì 23 giugno 2008

L'ARIA

Questo che passa e che si ferma,
questo è l’Aria, questo è l’Aria,
e senza che tu le veda la bocca
ti prende e bacia, madre affettuosa.
Ah, senza romperla noi la rompiamo,
ferita vola senza lamento,
e sembra che tutti prenda
e tutti lasci, come brami, l’Aria…
GABRIELA MISTRAL, TR. PIERO RAIMONDI

domenica 22 giugno 2008

Verso la luna che da poco è sorta
e riannoda le tue selve raminghe
ora più vaghe
e sporgono i tuoi tetti dall’orto,
a la finestra guarda l’odoroso
meandro dove anche è il canto fioco
dell’assiolo fuggito in altri boschi.
Nella penombra pesano le bacche
di mirto, un raggio le calpesta dove
le togliemmo stasera, un passo infrange
l’acqua colta nei forati e rifiorita.
E vive più del tuo sogno adorato
in questa folta tenebra la notte,
e nel freddo dei rami
e sull’argento dove spira il cupo
fiumicello del vento
più che fra le pie mura reclinati
visi delle fanciulle inconsapevoli.
ALESSANDRO PARRONCHI

sabato 21 giugno 2008

Volevo il fuoco a fianco del fuoco, l’acqua volevo,
il vento davanti e dietro il vento,

nelle Orme volevo,
dentro la terra, e la neve, la neve,.
Ho avuto il fuoco dal ricordo del fuoco, l’acqua dalla memoria
dell’acqua, il vento dal discorso del vento e dal silenzio,

le Orme le ho avute
dall’oblio della terra, e la neve, la neve.
HELENA SINERVO, TR.ANTONIO PARENTE

venerdì 20 giugno 2008

Sei nell’assopimento di corolle
tenere, appena schiuse, come cieli
brevi sul prato, e nello sguardo folle
dell’arse donne, i cui pallori aneli
traspaiono d’argento
nel dolce portamento

Nutri ogni desiderio che discorda
col sospiro pacifico dell’erba
e vibri in seno a questa pietra sorda
l’antro della tua musica superba
con la quale assecondi
l’ansia di tutti i mondi.

Sei presente e non sei, come una forma
celeste che vegliando, pur s’oppone
al vegliare delle forme, e vuol che dorma
ciascuna, come dentro una prigione
nel suo proprio passato,
che in corpo ha modellato.
ARTURO ONOFRI

giovedì 19 giugno 2008

NOTTE DI GIUGNO

Come piovve oggi, scuri fastelli d’acqua
nelle nuvole, la fiamma guizzante della candela per il tè
una pioggia di fiamme già umido
meglio in volo, in volo
distrutto dal soffio del vento che macellati al sonno
neppure un corvo bianco, nessun coleottero nel lenzuolo
nessun congedo dalla notte
tintinnano le tazze, inserite nel vitreo.
URSULA KRECHEL, TR. RICCARDA NOVELLO