martedì 2 giugno 2009

Signore, è tempo: già fermenta il vino.
Il tempo è giunto di avere una casa,
O rimanere a lungo senza casa.
E' gunto il tempo di non essere soli,
Oppure a lungo rimanere soli:
Sopra i libri consumeremo l'ore,
Od a scrivere lettere lontano,
Lunghe lettere della solitudine;
Ed andremo per viali avanti e indietro,
Inquieti, mentre cadono le foglie.

PRIMO LEVI

lunedì 1 giugno 2009

Ogni cosa è viandante, in viaggio sono gli esseri tutti,
e le stelle e la luna e i pesci guizzanti e gli uccelli.
Tu sei, uomo, eroe di battaglie, e condottiero principe
e, tue amate, lunìnose presenze...

MUHAMMAD IQBAL, TR. ALESSANDRO BAUSANI
Gli dèi non rivelarono ai mortali,
fin dall'inizio i segreti di tutte le cose:
migliori sono sempre i risultati
di una continua ricerca nel tempo.

SENOFANE DI COLOFONE, TR. ROBERTO SANESI
Come potrò mai esprimere
l'arcana parola?
Come posso dire 'Egli non è così'.
oppure 'Egli è cposì'?
Se io affermo 'Egli è in me',
l'Universo se ne vergogna
Se io affermoo 'Egli è fuori di me',
questa è menzogna..
Egli rende il mondo interno
e quello esterno un tutto inscindibile.

KABIR, TR. BARBARA BREVI
Pensare a Dio è disobbedire a Dio,
Perché Dio volle che non lo conoscessimo
Per questo non ci si mostrò...

Restiamo semplici e calmi,
Come i ruscelli e gli alberi,
E Dio ci amerà facendoci
Belli come gli alberi e i ruscelli,
E ci darà verdezza nella sua primavera,
E un fiume dove andare quando finiremo!...

ANTONIO FERNANDO NOGUEIRA PESSOA/ALBERTO CAEIRO, TR. PIERLUIGI RAULE
Dissero della tua sorte, Eraclìto, e mi fecero
piangere. E ricordai quante volte
chiacchierando mettemmo a letto il sole.
E tu, chissà dove, ospite d'Alicarnassi,
da troppo tempo ormai, cenere sei
ma sono vivi i tuoi usignoli, e lì la morte
ladra non allungherà le mani.

CALLIMACO DI CIRENE, JOLANDA INSANA
Multas per gentes et multa per aequoravectus
advenio has miseras, frater, ad inferias,
ut te postremo donare munere mortis
et mutam nequiquam adloquerer cinerem,
quandoquidem fortuna mihi tete abstulit ipsum,
heu miser indigne frater adempte mihi.
nunc tamen interea haec prisco quae more parentum
tradita sunt tristis munere ad inferias,
accipe fraterno multum manantia fletu,
atque in perpetuum, frater, ave atque vale.

CATULLO, TR. GIUSEPPE CONTE