Il sogno mi ha dato una spinta
tale che
ha lasciato la frase pronunciata
metà nel sogno
metà fuoridal sogno
e così
sono diventato un pulcino nostalgico
che becca
il guscio rotto
a testimoniare l’origine
c’è solo un filo di vsangue
a parte questo
più niente può giustificare un ritorno
QU YOUTUN, TR. COSIMA BRUNO
mercoledì 21 aprile 2010
martedì 20 aprile 2010
IRLANDESE
Dammi il diritto di passo
al tuo sonno, per la scala del grano,
il diritto di passo
per il sentiero del sonno,
il diritto di poter scavare
torba sul pendio del cuore,
domani.
PAUL CELAN, TR. GIUSEPPE BEVILACQUA
al tuo sonno, per la scala del grano,
il diritto di passo
per il sentiero del sonno,
il diritto di poter scavare
torba sul pendio del cuore,
domani.
PAUL CELAN, TR. GIUSEPPE BEVILACQUA
lunedì 19 aprile 2010
domenica 18 aprile 2010
CANTI SPIRITUALI, XIV
Se in ore trepide di mestizia
è quasi desolato il nostro cuore,
se per il sopruso dellsa malattia
l’angoscia il nostro intimo rode;
a chi ha il nostro amore fedele pensiamo,
come li opprime il cruccio e l’ansia,
nubi limitano il nostro sguardo
dove non penetra il raggio della speranza.
Oh, Dio si piega ala nostra volta,
il suo amore a noi muove i passi,
aneliamo all’altra sponda
sta un angelo a noi dinnanzi,
il calice della fresca vita ci reca,
ci sussurra coraggio e conforto;
e non vana è la nostra preghiera
se anche per i cari chiediamo riposo.
NOVALIS, TR. ROBERTO FERTONANI
è quasi desolato il nostro cuore,
se per il sopruso dellsa malattia
l’angoscia il nostro intimo rode;
a chi ha il nostro amore fedele pensiamo,
come li opprime il cruccio e l’ansia,
nubi limitano il nostro sguardo
dove non penetra il raggio della speranza.
Oh, Dio si piega ala nostra volta,
il suo amore a noi muove i passi,
aneliamo all’altra sponda
sta un angelo a noi dinnanzi,
il calice della fresca vita ci reca,
ci sussurra coraggio e conforto;
e non vana è la nostra preghiera
se anche per i cari chiediamo riposo.
NOVALIS, TR. ROBERTO FERTONANI
PRESTO O TARDI
Ho creduto da piccolo che non l’uomo
si muove ma il fondale, il paesaggio.
Fu quando io, fermo, vidi srotolarsi
il lago di Lugano nel vaudeville
di un Dall’Argine che probabilmente
in omaggio a se stesso, nomen omen,,
non lasciò mai la proda. Poi mi accorsi
del mio puerile inganno e ora so
che volante o pedestre, stasi o moto
in nulla differiscono. C’è chi ama
bere la vita a gocce o a garganella;
ma la bottiglia è quella, non si può
riempirla quando è vuota.
EUGENIO MONTALE
si muove ma il fondale, il paesaggio.
Fu quando io, fermo, vidi srotolarsi
il lago di Lugano nel vaudeville
di un Dall’Argine che probabilmente
in omaggio a se stesso, nomen omen,,
non lasciò mai la proda. Poi mi accorsi
del mio puerile inganno e ora so
che volante o pedestre, stasi o moto
in nulla differiscono. C’è chi ama
bere la vita a gocce o a garganella;
ma la bottiglia è quella, non si può
riempirla quando è vuota.
EUGENIO MONTALE
AD ALDO GAROSCI
E così ce ne andremo lasciando a una a una
Anche le parole più cere, ed arrivando
Fino a Dio con carte bianche, ma forse
Con visi più sereni, mon lecteur, mon frère.
GIACOMO NOVENTA
Anche le parole più cere, ed arrivando
Fino a Dio con carte bianche, ma forse
Con visi più sereni, mon lecteur, mon frère.
GIACOMO NOVENTA
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