Come crocifissa giaceva questa rana
schiacciata sull’asfalto ardente
della provinciale. A bocca aperta,
arcuata verso il cielo, essiccata dal sole,
di lontano sembra una suola da scarpe
l’anfibio delle più antiche ere della terra
finito, menre saltava, sotto le ruote.
Non c’è risurrezione altro che in larve
Di mosche – già mature domani.
Per dove mai può fuoriuscire il sognp?
DURS GRUNBEIN, TR. ANNA MARIA CARPI
mercoledì 28 aprile 2010
martedì 27 aprile 2010
lunedì 26 aprile 2010
DUPLICITA'
Essa è il letto che non mi lascia sognare,
la prima colazione, impossibile a inghiottirsi.
È il bacio del risveglio che così caramente mi sfigura
E sfiora un morire che devo imparare.
Io sono il suo uomo che ha perso la solitudine
E, diventato solo nella sua duplice essenza,
si infatua di sé, ambivalente, insicuro.
Essa è la feria sanguinante che può guarire.
È la luce che mi priva della luce.
È la via, e mi sbarra il cammino.
È la casa che mi aliena la casa
e mi imprigiona all’indirizzo che le dico.
LEONARD NOLENS, TR. GIORGIO FAGGIN
la prima colazione, impossibile a inghiottirsi.
È il bacio del risveglio che così caramente mi sfigura
E sfiora un morire che devo imparare.
Io sono il suo uomo che ha perso la solitudine
E, diventato solo nella sua duplice essenza,
si infatua di sé, ambivalente, insicuro.
Essa è la feria sanguinante che può guarire.
È la luce che mi priva della luce.
È la via, e mi sbarra il cammino.
È la casa che mi aliena la casa
e mi imprigiona all’indirizzo che le dico.
LEONARD NOLENS, TR. GIORGIO FAGGIN
domenica 25 aprile 2010
GIOVENTU'
Mormorate, o campi ondeggianti di grano!
Campagna sconfinata, esulta!
Nella vostra dorata vastità
ho aperto le mie giovani ali.
So che cadrò prima vittima
sulla mia terra natale,
ma dopo tanta rassegnazione, turbati,
fremeranno i lontani villaggi.
Una lunga fila verrà dietro me,
schiere interminabili e vabbaglianti:
moriranno per avere più sole
in una guerra di sangue.
Ora prorompe la mia gioventù,
allarga verso l’alto le ali.
Mormorate, o campi ondeggianti di grano!
Campagna sconfinata, esulta!
ATANAS IVAN MANČEV, TR. M. DEMICHELI E L. PAMPURI
Campagna sconfinata, esulta!
Nella vostra dorata vastità
ho aperto le mie giovani ali.
So che cadrò prima vittima
sulla mia terra natale,
ma dopo tanta rassegnazione, turbati,
fremeranno i lontani villaggi.
Una lunga fila verrà dietro me,
schiere interminabili e vabbaglianti:
moriranno per avere più sole
in una guerra di sangue.
Ora prorompe la mia gioventù,
allarga verso l’alto le ali.
Mormorate, o campi ondeggianti di grano!
Campagna sconfinata, esulta!
ATANAS IVAN MANČEV, TR. M. DEMICHELI E L. PAMPURI
sabato 24 aprile 2010
VIA DEI CORONARI 123
Inutile il tuo nome nel ricordp
senza il timbro di voce che lo ravvivava
come l’indirizzo smarrito della casa
dove nessuno sa che ho abitato.
TITOS PATRIKIOS, TR. NICOLA CROCETTI.
senza il timbro di voce che lo ravvivava
come l’indirizzo smarrito della casa
dove nessuno sa che ho abitato.
TITOS PATRIKIOS, TR. NICOLA CROCETTI.
venerdì 23 aprile 2010
Come uno che sta sognando e sa
di sognare e nel sogno si ribella
al sogno per liberarsi di quella
camicia di forza o Nesso che già
un po’ cede, un po’ si scuce s’appella
disperatamente alla potestà
dei nervi che lo catapulti là
dove trema e s’inerpica la stella
del piccolo giorno e forse ci si
strappa via con spasimo ciecamente
dalla madre per nascere, così
sarà, credo, anima, la più urgente
delle volte che tu e la mente una
per volta passerete dalla cruna.
GIOVANNI RABONI
di sognare e nel sogno si ribella
al sogno per liberarsi di quella
camicia di forza o Nesso che già
un po’ cede, un po’ si scuce s’appella
disperatamente alla potestà
dei nervi che lo catapulti là
dove trema e s’inerpica la stella
del piccolo giorno e forse ci si
strappa via con spasimo ciecamente
dalla madre per nascere, così
sarà, credo, anima, la più urgente
delle volte che tu e la mente una
per volta passerete dalla cruna.
GIOVANNI RABONI
giovedì 22 aprile 2010
VOCI DOLCI
Le voci più dolci sono quelle
per sempre mute, quelle che si ascoltano
solo dentro il cuore triste a lutto.
Povere e timorose tornano nei sogni
le malinconiche voci,
e riportano alla memoria, così debole,
i cari morti, che la fredda fredda
terra ricopre, per loro non splende mai
con un sorriso il mattino,
né fiorisce la primavera.
Piangono le voci melodiose, e nell’anima
riecheggia la prima poesia della vita –
come una musica notturna, lontana.
COSTANTINO KAVAFIS, TR. GIUSEPPE D’AMBROSIO ANGELILLO
per sempre mute, quelle che si ascoltano
solo dentro il cuore triste a lutto.
Povere e timorose tornano nei sogni
le malinconiche voci,
e riportano alla memoria, così debole,
i cari morti, che la fredda fredda
terra ricopre, per loro non splende mai
con un sorriso il mattino,
né fiorisce la primavera.
Piangono le voci melodiose, e nell’anima
riecheggia la prima poesia della vita –
come una musica notturna, lontana.
COSTANTINO KAVAFIS, TR. GIUSEPPE D’AMBROSIO ANGELILLO
Iscriviti a:
Post (Atom)
