Mio Dio, poiché il mondo fa così bene il suo dovere,
poiché al mercato i cavalli dai ginocchi pesanti
e i buoi chinati si sottomettono teneramente:
benedite la campagna e tutti i suoi abitanti.
Voi sapete che vi sono distese fino all'orizzonte azzurro,
tra i boschi lucenti e il torrente girovago,
di grano, di mais e di vigne contorte.
Tutto questo è là come un grande oceano di bontà.
FRANCIS JAMMES, TR. GILBERTO COLETTO.
domenica 3 maggio 2009
CREPUSCOLO
Il bosco al crepuscolo è nero e mite
lo stagno nel bosco è chiarolucente
io sono inondato dal suo carezzevole vento
che a fiotti mi porta l'odore dei campi...
Sempre io amerò gli odori bdei campi!
Dovunque io vada errando
al crepuscolo quando cammino nei campi
quel che mi prende e non posso stornare dal cuore
è il ricordo dell'odore di letame sulle strade
e del fieno fuori dalle stalle al mio villaggio!
AI QING, TR. ANNA BUJATTI
lo stagno nel bosco è chiarolucente
io sono inondato dal suo carezzevole vento
che a fiotti mi porta l'odore dei campi...
Sempre io amerò gli odori bdei campi!
Dovunque io vada errando
al crepuscolo quando cammino nei campi
quel che mi prende e non posso stornare dal cuore
è il ricordo dell'odore di letame sulle strade
e del fieno fuori dalle stalle al mio villaggio!
AI QING, TR. ANNA BUJATTI
venerdì 1 maggio 2009
LA VOCE DEGLI ALBERI
Gli alberi, mi domando.
Perché vorremmo sentire
Il loro fruscìo per sempre
Più d'ogni altro rumore
Vicino a dove abitiamo?
Nel giorno noi li subiamo
Finché ogni misura di moto
E di fissità nella gioia
Perdiamo, e ascoltiamo assorti.
Son essi quel che di andare
Parla e mai non si muove;
E tuttavia ne parla benché sappia,
Crescendo nel senno e negli anni,
Che adeso intende restare.
Punto i piedi sul pavimento,
sulla spalla reclino la testa,
Se a volte li vedo ondeggiare
Dall'uscio o dalla finestra.
Per qualche dove io partirò,
L'inquieta scelta farò
Un giorno che stormiranno
Agitati da far trasalire
Le bianche nubi su loro.
Io avrò meno da dire,
Ma me ne andrò-
ROBERT FROST, TR. MASSIMO BACIGALUPO
Perché vorremmo sentire
Il loro fruscìo per sempre
Più d'ogni altro rumore
Vicino a dove abitiamo?
Nel giorno noi li subiamo
Finché ogni misura di moto
E di fissità nella gioia
Perdiamo, e ascoltiamo assorti.
Son essi quel che di andare
Parla e mai non si muove;
E tuttavia ne parla benché sappia,
Crescendo nel senno e negli anni,
Che adeso intende restare.
Punto i piedi sul pavimento,
sulla spalla reclino la testa,
Se a volte li vedo ondeggiare
Dall'uscio o dalla finestra.
Per qualche dove io partirò,
L'inquieta scelta farò
Un giorno che stormiranno
Agitati da far trasalire
Le bianche nubi su loro.
Io avrò meno da dire,
Ma me ne andrò-
ROBERT FROST, TR. MASSIMO BACIGALUPO
giovedì 30 aprile 2009
Terra, fatta di ei
fermi in eterno in rocce antiche e piante,
vaga parola, senso
ai nostri sensi in una vorma parlante,
rugiada immaginosa
scesa dal cielo su una foglia, arcano
specchio di giovinezza,
vento marino, sospiro lontano
d'una voce perduta,
a questa solitaria vita muta
ridate la carezza
del mondo, la presenza della sposa,
concedete all'errante
d'angoscia, ch'alla fonte si ricrei,
mutate il vuoto immenso
in voce, in forma, in senso, in specchio, in dei.
CARLO LEVI
fermi in eterno in rocce antiche e piante,
vaga parola, senso
ai nostri sensi in una vorma parlante,
rugiada immaginosa
scesa dal cielo su una foglia, arcano
specchio di giovinezza,
vento marino, sospiro lontano
d'una voce perduta,
a questa solitaria vita muta
ridate la carezza
del mondo, la presenza della sposa,
concedete all'errante
d'angoscia, ch'alla fonte si ricrei,
mutate il vuoto immenso
in voce, in forma, in senso, in specchio, in dei.
CARLO LEVI
LA SCRITTURA E' IL CORPO
Mi scrivo nella terra, perché lì tutto
si restaura.
I venti si curvano come un'orazione,
Gli alberi sono un grappolo d'osso che matura
la loro luce nel mistero.
I fiumi e i mari non scorrono e celebrano la loro gloria
nel sangue.
Nellì'amare e nel soffrire sentiamo scintille di folgore.
Dico e scrivo con terra.
E' la scrittura del mio corpo che non cessa.
Non ebbi questa pagina bianca né la solitudine della separazione
Scrivo nella terra con me stesso, protratto.
Chi guida il mio dito in questo compito?
Forse mi lega il tratto di un'altra mano invisibile?
La parola interrata rinasce sempre in cielo, respira.
SANTOS LOPEZ
si restaura.
I venti si curvano come un'orazione,
Gli alberi sono un grappolo d'osso che matura
la loro luce nel mistero.
I fiumi e i mari non scorrono e celebrano la loro gloria
nel sangue.
Nellì'amare e nel soffrire sentiamo scintille di folgore.
Dico e scrivo con terra.
E' la scrittura del mio corpo che non cessa.
Non ebbi questa pagina bianca né la solitudine della separazione
Scrivo nella terra con me stesso, protratto.
Chi guida il mio dito in questo compito?
Forse mi lega il tratto di un'altra mano invisibile?
La parola interrata rinasce sempre in cielo, respira.
SANTOS LOPEZ
CIMITERO EBRAICO
Bosco di pietre, niente tombe eccellenti, niente per mettersi in
ginocchio
e per i fiori niente. Sono così serrate lì le pietre, come
abbracciata l'una all'altra, nessuna si può pensare senza l'altra,
e concedendo ai vivi un palmo per passare,
senza lutto. Chi raggiunge l'uscita non ha la morte,
ma il giorno nel cuore.
INGEBORG BACHMANN, TR. SILVIA BORTOLI
ginocchio
e per i fiori niente. Sono così serrate lì le pietre, come
abbracciata l'una all'altra, nessuna si può pensare senza l'altra,
e concedendo ai vivi un palmo per passare,
senza lutto. Chi raggiunge l'uscita non ha la morte,
ma il giorno nel cuore.
INGEBORG BACHMANN, TR. SILVIA BORTOLI
Iscriviti a:
Post (Atom)
