Ora tutto si quieta, tutto raggiunge il buio.
Non parlavo che al cappotto disteso
al cestino con ancora una mela
ai miti oggetti legati
a un abbandono fuori di noi
eppure con noi, dentro la notte
inascoltati.
ANTONELLA ANEDDA
mercoledì 6 febbraio 2008
martedì 5 febbraio 2008
Necessità del nasce
Necessità del nasce
trovando el mondo fatto,
esse omini p'un patto
de viventi, ma in fasce.
Viaggià in oscuramento
da un piano d'acque miti
cascà come aereoliti
da una piaga del vento.
E un cerchio verde tinge
La specola mentale
Che brilla come el sole
e a sé mondo se finge.
Mondi, volte stellate
altissima Pastiglia
sul vive c'arronchiglia
le creature stanate
dal ventre de le madri
e cresce a pogo a pogo
(mai come cresce el fogo)
straniate, come i padri.
FRANCO SCATAGLINI
trovando el mondo fatto,
esse omini p'un patto
de viventi, ma in fasce.
Viaggià in oscuramento
da un piano d'acque miti
cascà come aereoliti
da una piaga del vento.
E un cerchio verde tinge
La specola mentale
Che brilla come el sole
e a sé mondo se finge.
Mondi, volte stellate
altissima Pastiglia
sul vive c'arronchiglia
le creature stanate
dal ventre de le madri
e cresce a pogo a pogo
(mai come cresce el fogo)
straniate, come i padri.
FRANCO SCATAGLINI
lunedì 4 febbraio 2008
LIED
Piante verdi, apparenti
d'una vita che muove
improvvisa nei venti
che vengon d'ogni dove,
superstizioni dolci
che si muovono di foglia
in foglia come racconti
di cui il tempo abbia voglia ...
CAMILLO BETOCCHI
d'una vita che muove
improvvisa nei venti
che vengon d'ogni dove,
superstizioni dolci
che si muovono di foglia
in foglia come racconti
di cui il tempo abbia voglia ...
CAMILLO BETOCCHI
domenica 3 febbraio 2008
ACQUEMORTA
Acqua chiusa, sonno della palude
che in larghe lamine macini veleni,
ora bianca, ora verde nei baleni,
sei simile al mio cuore.
Il pioppo ingrigia intorno ed il leccio;
le foglie le ghiande si quietano dentro,
e ognuna ha i suoi cerchi d'un unico centro
sfrangiati dal cupo sfrangiar del libeccio
Così, come su acqua allarga
il ricordo i suoi anelli, mio cuore,
si muove da un punto e poi muore
così t'è sorella acquemorta.
SALVATORE QUASIMODO
sabato 2 febbraio 2008
IL BELLO CHE MUTA
Se guardi un campo d'autunno trovi ovunquue
l'erba stella che galleggia come tante ninfee
sull'acqua si allontana
in un modo dal passante che muta l'erba secca
in un lago, come l'ombra più tenue di te mi fende
la mente e la apre Lucerne blu di fiaba.
Il bello muta come muta una foresta
se il camaleonte le attaglia la sua pelle;
come una mantide, disposta
su una foglia verde, diventa la foglia,
fa la foglia di fronda, e dimostra che il verde
è profondo più di quanto nessuno sa.
Tieni la rosa tra le mani in un modo che dice
sempre che non sono solo tue; il bello muta
in modi così arrendevoli
col volere di separare le coose dall'io
delle cose per un secondo incontro, per restituire
un istante, allo stupore, tutto quello che tocca.
RICHARD WILBUR, TR. PAOLO LORETO
l'erba stella che galleggia come tante ninfee
sull'acqua si allontana
in un modo dal passante che muta l'erba secca
in un lago, come l'ombra più tenue di te mi fende
la mente e la apre Lucerne blu di fiaba.
Il bello muta come muta una foresta
se il camaleonte le attaglia la sua pelle;
come una mantide, disposta
su una foglia verde, diventa la foglia,
fa la foglia di fronda, e dimostra che il verde
è profondo più di quanto nessuno sa.
Tieni la rosa tra le mani in un modo che dice
sempre che non sono solo tue; il bello muta
in modi così arrendevoli
col volere di separare le coose dall'io
delle cose per un secondo incontro, per restituire
un istante, allo stupore, tutto quello che tocca.
RICHARD WILBUR, TR. PAOLO LORETO
Al paese che non è mai ma che lui
Al paese che non è ma che lui
abita, e presagisce, e è notte, landa
che è non luogo, dolore, chi discende,
chi vivo penetra in quest'ombra, chi
accede nella schiera d'incvisibili?
Quale essere non muore in questo freddo?ù
Lui rinforza gli steli, lo si sente
bere le acque nello spazio interno,
unirsi in palpiti alla notte, essere
fuoco che non consuma il suo sarmento,
uccello che in se stesso si dispiega.
ANTONIO GAMONEDA, TR. VALERIO NARDONI
abita, e presagisce, e è notte, landa
che è non luogo, dolore, chi discende,
chi vivo penetra in quest'ombra, chi
accede nella schiera d'incvisibili?
Quale essere non muore in questo freddo?ù
Lui rinforza gli steli, lo si sente
bere le acque nello spazio interno,
unirsi in palpiti alla notte, essere
fuoco che non consuma il suo sarmento,
uccello che in se stesso si dispiega.
ANTONIO GAMONEDA, TR. VALERIO NARDONI
Racconto per Dien Tamaela
Sono Pattirajawane
Vegliato dagli Antichi
Uno solo.
Sono Pattirarajawane
Schiuma di mare.
Col mareper sangue.
Sono Pattirajawane
Quando sono nato
gli Antichi mi portarono il remo.
Sono Pattirajawane, custode di boschi moscati.
Sono il fuoco sulla spiaggia. Chi s'avvicina
Pronunci tre volte il mio nome.
Nel silenzio della notte le alghe danzano
al ritmo del mio tamburo,
Alberi di noci moscate, corpi di vergini
che vivono fino all'alba.
Via alle danze!
Siamo felici!
Dimentichiamoci!
Attenti a non farmi arrabbiare!
Posso far morire gli alberi, stecchire le ragazze
Mandare gli spiriti degli Antichi.
Io sono nella notte e nel giorno.
Il ritmo delle alghe e il fuoco che brucia l'isola...
Sono Pattirajawane
Vegliato dagli Antichi
Uno solo.
CHAIRIL ANWAR, TR. GIULIO SORAVIA
Vegliato dagli Antichi
Uno solo.
Sono Pattirarajawane
Schiuma di mare.
Col mareper sangue.
Sono Pattirajawane
Quando sono nato
gli Antichi mi portarono il remo.
Sono Pattirajawane, custode di boschi moscati.
Sono il fuoco sulla spiaggia. Chi s'avvicina
Pronunci tre volte il mio nome.
Nel silenzio della notte le alghe danzano
al ritmo del mio tamburo,
Alberi di noci moscate, corpi di vergini
che vivono fino all'alba.
Via alle danze!
Siamo felici!
Dimentichiamoci!
Attenti a non farmi arrabbiare!
Posso far morire gli alberi, stecchire le ragazze
Mandare gli spiriti degli Antichi.
Io sono nella notte e nel giorno.
Il ritmo delle alghe e il fuoco che brucia l'isola...
Sono Pattirajawane
Vegliato dagli Antichi
Uno solo.
CHAIRIL ANWAR, TR. GIULIO SORAVIA
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