giovedì 29 gennaio 2009

ALLA MUSA

Come vigoroso il lavoratore afferra
la curva impugnatura dell’aratro,
lacera il fianco della terra
e sotto il torrente dei raggi solari
i solchi aridi divengono fertili

come il grano fulvo nell’aia
si ammassa e i mulini ruggiscono;
come trabocca dalla vasca la pasta lievitata,
e il contadino la cuoce in un forno
che è sempre acceso,

il piacere, il vigore creatore
che diffonde il Pane, il Pane consacrato,
tu insegnami, Musa dei miei padri;

insegnami e incorona di spighe la mia lira,
perché sull’aia, alla fresca ombra del salice,
io mi possa sedere e generare
le mie canzoni.
DANIEL VARUJAN, TR. ANTONIA ARSLAN E CHIARA HAIGANUSH MEGIGHIAN

mercoledì 28 gennaio 2009

MAPPA DEL NUOVO MONDO

Arcipelaghi
Alla fine di questa frase comincerà la pioggia.
All’orlo della pioggia, una vela.

Lenta la vela perderà di vista le isole; in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un’intera razza.

La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena una nuvola grigia,
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.

Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie
la pioggia
e pizzica il primo verso dell’Odissea.
DEREK WALCOTT, TR. BARBARA BIANCHI

martedì 27 gennaio 2009

Non c’è nulla −
I campi e le montagne
Rubati dalla neve.
NAITO JŌSŌ, TR. ELENA DAL PRA
Sì, gridano i fanciulli
a gennaio,
nel paese che meriggia beato.
Le cornacchie
fanno un dolce strepito
per l’aria solatia
E tu, ignota e lontana
Non guardi e non odi.
PIER PAOLO PASOLINI

lunedì 26 gennaio 2009

Nevica. Che volevi, tu, anima
Di nascita eterna, che non abbia avuto?
Guarda, tu hai qui
Una veste di festa anche per la morte.

Un abito come nell’adolescenza,
di quelli che uno prende con cura in mano
Poiché la stoffa è trasparente e resta
Tra le dita che la svelano alla luce
Si sa che è fragile come l’assenza.

Ma corolle e foglie vi sono ricamate
E già la musica si sente
Nella stanza vicina, illuminata.
Un misterioso ardore ti prende la mano.

E.vai, il cuore trepidante, nella grande neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
So che non posso dirlo,
che tutti riderebbero:
quando mi sveglio presto
in certe albe
c’è l’eterna bellezza.
Davanti agli occhi manifesto
È quel che mi può salvare,
la compagnia della luce,
passeri, merli,
l’ora di nessuno, l’ora d’oro,
e come piaccio a me stessa,
piaccio a loro.
ANNA MARIA CARPI

domenica 25 gennaio 2009

E’ un gaudio solitario
eppure eleva l’anima
con stupendi richiami,
remoto sopra il vento

il canto di un uccello,
delizia senza causa,
incessante e invivibile,
un’essenza dei cieli.
EMILY DICKINSON, TR. MARGERITA GUIDACCI