Come vigoroso il lavoratore afferra
la curva impugnatura dell’aratro,
lacera il fianco della terra
e sotto il torrente dei raggi solari
i solchi aridi divengono fertili
come il grano fulvo nell’aia
si ammassa e i mulini ruggiscono;
come trabocca dalla vasca la pasta lievitata,
e il contadino la cuoce in un forno
che è sempre acceso,
il piacere, il vigore creatore
che diffonde il Pane, il Pane consacrato,
tu insegnami, Musa dei miei padri;
insegnami e incorona di spighe la mia lira,
perché sull’aia, alla fresca ombra del salice,
io mi possa sedere e generare
le mie canzoni.
DANIEL VARUJAN, TR. ANTONIA ARSLAN E CHIARA HAIGANUSH MEGIGHIAN
giovedì 29 gennaio 2009
mercoledì 28 gennaio 2009
MAPPA DEL NUOVO MONDO
Arcipelaghi
Alla fine di questa frase comincerà la pioggia.
All’orlo della pioggia, una vela.
Lenta la vela perderà di vista le isole; in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un’intera razza.
La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena una nuvola grigia,
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.
Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie
la pioggia
e pizzica il primo verso dell’Odissea.
DEREK WALCOTT, TR. BARBARA BIANCHI
All’orlo della pioggia, una vela.
Lenta la vela perderà di vista le isole; in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un’intera razza.
La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena una nuvola grigia,
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.
Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie
la pioggia
e pizzica il primo verso dell’Odissea.
DEREK WALCOTT, TR. BARBARA BIANCHI
martedì 27 gennaio 2009
lunedì 26 gennaio 2009
Nevica. Che volevi, tu, anima
Di nascita eterna, che non abbia avuto?
Guarda, tu hai qui
Una veste di festa anche per la morte.
Un abito come nell’adolescenza,
di quelli che uno prende con cura in mano
Poiché la stoffa è trasparente e resta
Tra le dita che la svelano alla luce
Si sa che è fragile come l’assenza.
Ma corolle e foglie vi sono ricamate
E già la musica si sente
Nella stanza vicina, illuminata.
Un misterioso ardore ti prende la mano.
E.vai, il cuore trepidante, nella grande neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
Di nascita eterna, che non abbia avuto?
Guarda, tu hai qui
Una veste di festa anche per la morte.
Un abito come nell’adolescenza,
di quelli che uno prende con cura in mano
Poiché la stoffa è trasparente e resta
Tra le dita che la svelano alla luce
Si sa che è fragile come l’assenza.
Ma corolle e foglie vi sono ricamate
E già la musica si sente
Nella stanza vicina, illuminata.
Un misterioso ardore ti prende la mano.
E.vai, il cuore trepidante, nella grande neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA
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