Tanti versi nuovi, parole nate da pena,
oh, mia vita, ti ho vissuto tanto.
Oh, mia vita, ti ho consumato cantando.
Ultimo esercito forse, inseguito e rotto,
su, fai soffrire il vecchio cuore che gela,
sí che ti senta un’ultima volta.
Questa fu forse la lotta più grande,
per il bacio, la febbre, la fame, la fede.
Corri, esercito, e lasciami solo.
ENDRE ADY, TR. PAOLO SANTARCANGELI
martedì 24 marzo 2009
lunedì 23 marzo 2009
domenica 22 marzo 2009
Per i cigli assolati e il consueto
silenzio della candida campagna
culla una solitudine mortale
nel mortale mattino; che da sempre
imbianca col suo lume i vivi campi.
Ma in quel lume monotono (o io sogno)
scorre un filo di luce; e accende oro
tra le fronde di frassini remoti.
Che cosa attendo? Nulla che non sia
in questo spazio aperto cui sono volto,
questo esteso deserto, questo lume
fuori di me, tutto il mio sogno, fino,
non oltre, l’orizzonte… Tutto è muto.
Grida un fanciullo, sogno?, grida o canta,
grida nei muti campi, sono vivo,
grida un fanciullo.
PIER PAOLO PASOLINI
silenzio della candida campagna
culla una solitudine mortale
nel mortale mattino; che da sempre
imbianca col suo lume i vivi campi.
Ma in quel lume monotono (o io sogno)
scorre un filo di luce; e accende oro
tra le fronde di frassini remoti.
Che cosa attendo? Nulla che non sia
in questo spazio aperto cui sono volto,
questo esteso deserto, questo lume
fuori di me, tutto il mio sogno, fino,
non oltre, l’orizzonte… Tutto è muto.
Grida un fanciullo, sogno?, grida o canta,
grida nei muti campi, sono vivo,
grida un fanciullo.
PIER PAOLO PASOLINI
Quando ormai non troviamo
la fortuna o l’avventura
che un giorno furono nostre
e il giardino giace deserto
e la canzone vuota,
dobbiamo dimenticare
il nostro dolore di sempre
di fronte a quell’altra avventura
che ci passa a fianco,
e sta nel sole, nell’erba,
nella storia e nel cammino
degli uomini che lottano
e continueranno a fare
con sforzo e amore
la vita verso la morte.
JORGE JUSTO PADRON, TR. GAETANO LOGO
la fortuna o l’avventura
che un giorno furono nostre
e il giardino giace deserto
e la canzone vuota,
dobbiamo dimenticare
il nostro dolore di sempre
di fronte a quell’altra avventura
che ci passa a fianco,
e sta nel sole, nell’erba,
nella storia e nel cammino
degli uomini che lottano
e continueranno a fare
con sforzo e amore
la vita verso la morte.
JORGE JUSTO PADRON, TR. GAETANO LOGO
L’erba tagliata inerme s’adagia:
se corto è il respiro
che sale dagli steli falciati
quanto è lunga la morte!
Si muore nelle bianche ore
di giugno dalle giovani vfoglie
con i fiori dei castagni,
con le siepi imbiancate come di neve,
bianchi inchinati lillà,
smarriti viottoli di merletto della Regina Anna,
e quella nuvola là in alto levata
che avanza al passo dell’estate.
PHILIP LARKIN, TR. ENRICO TESTA
se corto è il respiro
che sale dagli steli falciati
quanto è lunga la morte!
Si muore nelle bianche ore
di giugno dalle giovani vfoglie
con i fiori dei castagni,
con le siepi imbiancate come di neve,
bianchi inchinati lillà,
smarriti viottoli di merletto della Regina Anna,
e quella nuvola là in alto levata
che avanza al passo dell’estate.
PHILIP LARKIN, TR. ENRICO TESTA
Iscriviti a:
Post (Atom)
