domenica 13 settembre 2009

PICCOLI POEMI, 9

Il mare batte
Sul tempio distrutto,
Dieci colonne ossee
Biancheggiano pietosamente,
Un uccello grida,
Dorme uno scorpione,
Nella sera dei sacri ragni
E' appesa la cieca
Scatola dei pensieri -
Ha dimenticato, dimenticato
I mestieri e i numeri,
E una crepa cinge
Con una croce il sincipite.
Un sacerdote irriconosciuto
Del Dio invisibile
Si strugge
Nell'aria.
Oh, com'è cao! Come mi è noto ciò
da tempo!
L'ho visto io - su una barca,
Mentre navigavo
Sui fiumi del mio sangue,
Sinuosi, rossi, tramonto, oscuri.

ELENA SVARC, TR.

mercoledì 9 settembre 2009

Un amore a dozina
in camera coi scuri
sempre sbassati strina
'ncora i cori più duri.

Cosa so' diventato
pe' t'inseguì a la fine?
Un topo rosigato
da 'n'aria de sentine.

FRANCO SCATAGLINI

martedì 8 settembre 2009

Non tenere niente tra le mani
neannche un ricordo nell'anima,

ché quando ti metteranno
in mano l'obolo estremo,

nell'aprirti le mani
niente da esse cadrà.

Quale trono ti possono dare
che Atropo non si prenda?

Quali allori che non appassiscano
negli arbitrii di Minosse?

Quali ore che non ti rendano
della statura dell'ombra

che tu sarai arrivando
nella notte alla fine della strada.

Cogli i fiori ma lasciali
cadere appena li hai guardati.

Siediti al sole. Abdica
e sii re di te stesso.

FERNANDO ANTONIO NOGUEIRA PESSOA/RICARDO REIS, TR. ANTONIO TABUCCHI

lunedì 7 settembre 2009

Quando si scrive,
le porte non si chiudono,
una domanda s'incolla all'altra,
un timore
si rovescia dal successivo.

Così penetra l'armonia
come ghiaccio che cresce oltre l'acciaio,
e si avverte il caldo stillare
tutt'intorno.

Poi dolgono gli occhi,
poi si frantumano le cose più care,
poi la bontà stringe alla gola,
poi si scrive nel vuoto
o si dice:
"solo fino a un margine di un cuore"

E lo si dice a te,
e davanti solo una mano
per nascondersi.

ALFRED KOLLERITSCH, TR. RICCARDO NOVELLO

domenica 6 settembre 2009

Nulla v'è di più bello che il tuo corpo sotto
la sera o il suo calore/corpo
contro gli animali/soave
celando i suoi legami d'astro

contro la morte che giumge contro
i sogni che sognammo/che torniamo a sognare/
legata alla tenerezza dell'acqua
sgorgata da te/vale a dire/

di libertà in libertà va il tuo corpo/
malferito dal tempo/rigagnolo
che non secca l'angustia/fresco/alto/

sopra l'anima piccina di milioni di esseri
che soffiano le ceneri di carne
e le ossa e il pianto del suo patire

JUAN GELMAN, TR. LAURA BRANCHINI

sabato 5 settembre 2009

E' MORTO OGGI

E' morto oggi,
soltanto un'ora fa,
ed è per me così antico
come Alessandro o Serse e i suoi soldati.
Silenzio nel suo orecchio,
sulla sua bocca polvere e silenzio.
Se di lui si rammentano
in stanze antiche antichi amici,
col capo greve come il piombo, cerco
di richiamarne la memoria.
Ma, estraneo, più non lo capisco.
Il mio stupore è simulato.
Lo ricopro col drappo dell'oblio,
un lungo drappo, coll'indifferenza
lacera, col silenzio,
perché oramai non lo raggiungo più,
ed è lontano
come Alessandro o Serse e i suoi soldati.KOSZTOLANI, TR.UMBERTO ALBINI