sabato 25 giugno 2011

QUEL CHE RESTA

Il mare dove il tuo corpo
dormiva
come se ogni opnda costruisse

la grotta protettrice
è un campo riletto Ecco quel che restq
simile al silenzio

Corridoi
mi portano ad altro tempo percorrendo
l'oceano dei luoghi

GASTAO CRUZ, TR. GIULIA LANCIANI

venerdì 24 giugno 2011

SUL LAGO L'IMMOBILE LUNA

Sul lago l'immobilew luna
Somiglia a una finestra spalancata
In una casa candida e vuota
Dove si è annidata la malasorte.

Forse il proprietario è defunto
O la padrona è scappata con l'amante.
Oppure è finita nel nulla: una bambina -
Una scarpetta a pelo d'acqua navigava.

Sulla terra dda ciechi sopravviviamo. Presagendo
Un fato mortale le labbrea abbiamo suggewllato. Solo si ode
L a voce dei gufi che recita i salmi per i morti
E nel giardino refoli di un vento furioso.

ANNA ACHMATOVA, TR. CURZIA FERRARI

giovedì 23 giugno 2011

E giardino e montagna
la loro vitalitò inonda
il salone di estate.

MATSUO BASHO, TR. PETER OTIV NORTON ED ELENA POZZI

mercoledì 22 giugno 2011

Fiume d'estate
che piacere attraversarlo
sandali in mano

YOSA BUSON, TR. PETER OTIV NORTON ED ELENA POZZI

martedì 21 giugno 2011

Fra montagne e fiumi avvolti nelle nebbie
più rude si fa il temperamento;
non riesco a studiare l'arte della spada,
non faccio ricerche nei libri.
Riesco però, quando viene la notte,
a fermare il movimento del Cielo e della Terra
e scandendo attentamente i tempi del Fuoco
conservo la potenza della Fornace di Giada.

BAI YUCHAN, TR. ALFREDO CADONNA

venerdì 17 giugno 2011

ALBA APRILE DEPRESSIONE

Di nuovo mi sveglia, e chi sarà mai se non
il mio drago affamato,
lo sconforto,
pronto a uccidermi per il pasto quotidiano.

Ma questo odore di pioggia? E' il chiacchierio degli uccelli.

Non occorre neppure che apra gli occhi;

fuori di nuovo tutto in azzurro,
in verde, serico bianco
si raccoglie, diciassettenne, sussurra,
impazientebatte i piedi la sala da ballo:
la primavera che accorda gli strumenti.

GYULA ILLYES, TR. UMBERTO ALBINI

giovedì 16 giugno 2011

Quando l'angoscia mi passa la corda al collo
e dalle notti in bianco
sorgono tutti i sogni impiccati,
allora appari,
fantasma senza contorni.
Non so darti un nome.
Soltanto il battere precipitoso del cuore ti annuncia
e unanostalgia dura che tutto il corpo difformula.

CARLOS DE OLIVEIRA, TR. GIUSEPPE TAVIANI