giovedì 9 ottobre 2008

Al vento d’autunno
arrese si dileguano
arrese si dileguano
le foglie ingiallite
e, labile e oscillante,
pure la mia sorte, ahimè, è triste.
ANONIMO GIAPPONESE, KIKINSHŪ 5, 28, TR. IKUKO SAGIYAMA
Sporge dal muro di un giardino
la chioma gialla di un albero.

Ogni tanto lascia cadere una foglia
sul marciapiede grigio e bagnato.

Estasi, un sole bianco tra le nubi
appare, caldo e lontano, come un santo

muto è il giorno, muta sarà la notte
simile a un paese nell’acqua.
CARLO BETOCCHI

mercoledì 8 ottobre 2008

Densa e ferma stagione
mosto pesante e spari
al pianto degli uccelli nella nebbia
che matura le foglie nei filari
a sbarrar le acque torbide dei fossi.
Sulla terra che fiata umida e bruna
vanno i buoi troppo bianchi col bovaro
seduto tra le corna della luna.
CORRADO GOVONI

martedì 7 ottobre 2008

DUPLICE AUTUNNO

Scivolato nell’acqua liscia
rive boschi dai capelli rossi
spuntano dalle nuvole
giorni come carte da gioco
raddoppiata scorre una barca
pescatori pescano se stessi.
CRISTOPHER WILHEM AIGNER, tr. luigi reitani

lunedì 6 ottobre 2008

Non so dove porti la strada bianca
su cui scivola silenzioso il guscio di luce,
né se dai cespugli del dirupo è un pianto
che tenta il vento gracile del mio canto:
io non so se è questa la notte
che schiude la soglia
d’un ignoto mondo lontano,
né se da questa fioca voce
è un sonno che si perde nell’immensità.
FRANCO SCATAGLINI

domenica 5 ottobre 2008

L'UCCELLINO D'AMBRA

Autunno
uccellino d’ambra
trasparente
di ramo in ramo
porta una goccia d’oro.

Autunno
uccellino di rubino
luminoso
di ramo in ramo
porta una goccia di sangue.

Autunno
uccellino di lapislazzuli
muore
di ramo in ramo
cade una goccia di pioggia.
TADEUS RODŽEVICZ, tr. carlo verdiani

sabato 4 ottobre 2008

Poi che l’autunno con la prima
pioggia ci stupì d’attorno
e tornano gli adorni giocolieri
sui carri variopinti,

l’estrosa fatica che eleva
un tremolio d’autunno in preda
alle foglie rapisce una spera
di sere iridescenti

in una ghiaia tramortita
Ma la terra continua con lunga
Curva l’oscura litania
in umidi paesi pura

crolla una voce stanza a stanza
s’eleva un fantasma che non nuoce…
E’ così: i lumi girovaghi
In stracci cavalcano

gli assiti logori: che brivido
li corre!lunghe vene acquee
e il sole delle spalle le rasciuga;
avremo una mattina.
CAMILLO BETOCCHI