giovedì 27 novembre 2008

Nello spazio lunare
pesa il silenzio dei morti
Ai carri eternamente remoti
il cigolio dei lumi
improvvisa perduti e beati
villaggio di sonno.

Come un tepore troveranno l’alba
gli zingari di neve,
come un tepore sotto l’ala i morti.

Così lontano a trasparire il mondo
Ricorda che fu l’erba, una pianura.
ALFONSO GATTO

QUANDO IL SOLE SBAGLIA

quando dietro le nuvole sbaglia il sole
(ma non sarà stato il vento a fargli strada?)
quella luce in attesa
non sperata inattesa
non vorrà dire qualcosa?
Una cosa in attesa?
ma quale? di fatto
a qualcuno vien voglia di vivere
a un altro di morire.
LUCIANO ERBA

martedì 25 novembre 2008

IL POCO D'ACQUA

A questo fiocco
Che sulla mia mano si posa, vorrei
Assicurare l’eterno
Facendo del mio vivere, del mio calore,
Del mio passato, di questi giorni d’oggi,
solo un istante, quest’attimo illimitato.

Ma non è nient’altro
Che un po’ d’acqua a disperdersi
nella bruma dei corpi che vanno nella neve.
YVES BONNEFOY, TR. DAVIDE BRACAGLIA

SERA AUTUNNALE

Il fruscio delle foglie è come pioggia
che cade
Come la neve è candida
la luna
Nel cuore della notte dormo
in solitudine
Chi spazzerà la polvere dal mio
letto?
PO CHÜ-I, TR. VILMA COSTANTINI

lunedì 24 novembre 2008

Nel sospiro che l’erba
tacitamente a sera
esala, pare che esprima
l’uomo dei suoi riposi
l’ansia. Ma come voci
cadono quali ai vivaci
cieli l’ultime roche
rondini, nemmeno gli echi
restano di tante umane
conversazioni, di tanti
risi e di tanti pianti
sotto le cerule piante.
GIORGIO CAPRONI

domenica 23 novembre 2008

La luna vòlta agli anni in cui da un cuore
nuovo traevo più bagliore che da vetri,
nella violenza del silenzio, quasi
silente pel dolore di vedermi
arreso guadagna con cieca lentezza
le vecchie stade.E, ancora qualch vetro
quaggiù ne brucia, e qualche pista
sfregata dal vento di terra nuda
Ma è nel cielo che si ammassa
− perché io son stanco − fosse stanca
e delusa tutta la terra la gran luce;
e solo il cosmo n’è investito, non più
queste nostre contrade, se un riverbero
un misero riflesso ancora ha vita
è per significare che la luna
è vòlta verso dove non c’è vita.
PIER PAOLO PASOLINI
Un nitido fuoco abita in me, e freddamente vedo
La vita violenta illuminare per intero…
Ormai posso amare soltanto nel sonno
I suoi gesti gentili intrisi di luce.

Di notte i miei giorni mi rendono gli sguardi,
Dopo il primo sonno infelice:
quando la stessa sventura è diffusa nel buio,
Tornano a farmi vivere, a darmi gli occhi.

Se la loro gioia erompe, un’eco che mi sveglia
Rende non altro che un morto sulla mia riva di carne,
E ilmiosorriso estraneo sospende il mio orecchio,
come alla vuota conchiglia un murmure di mare,
Il dubbio −sul ciglio di un’estrema meraviglia,
Se sono, se fui, se dormo o son desto.
PAUL VALÉRY, TR. MASSIMO CESCON