mercoledì 27 maggio 2009

STIAMO SU UNA CIMA SELVAGGIA

Stiamo su una cima selvaggia, noi due,
stiamo abbandonati e rigidi,
aggrappati l'uno all'altra.
Senza lagrime, lamenti, parole:
Appena un tremito, e cadiamo.

Ci legano lacci di carne e sangue,
finché stiamo così avvinghiati:
Le nostre labbra, livide e tremanti.
Finché tu mi baci, non abbiamo parole:
Ma se dici una parola, cadiamo.

ENDRE ADY, TR. PAOLO SANTARCANGELI

I TUOI OCCHI CHIUDI

Chiudi i tuoi occhi, cara,
che il mondo non vi si specchi,
le cose ci sono troppo vicine,
quelle che non siamo noi.

Solo noi dobbiamo essere,
il mondo d'attorno è scomparso,
l'amore rivela
tutto. - I tuoi occhi chiudi.

PAR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIA
Il mio amore s'è versato nel tuo martirio
ha forzato la morte
Viviamo nella resurrezione -

NELLY SACHS, TR. IDA PORENA

NERI...

NERI,
come la ferita del ricordo,
gli occhi ti cercano scavando
nel Kronland
che il cuore stringe coi denti,
poiché rimane il nostro letto:

questo cunicolo devi attraversare -
tu l'attraversi.

Nel senso
del seme
il mare ti copre di stelle,
nell'intimo, per sempre.

Il dare un nome ha una fine,
è su di te che io getto il mio destino.

PAUL CELAN, TR. GIUSEPPE BEVILACQUA

martedì 19 maggio 2009

I SAPIENTI ANCHE QUANTO S'AVVICINA...

Gli uomini conoscono il presente,
solo gli dèi conoscono il futuro,
ciascun di loro padrone sicuro
di tutto ciò che brilla splendente.

Ma del futuro soltanto i sapienti
avvertono ciò che sta per avvenire,
e, turbati, a un tratto sanno udire
voci segrete di fatti imminenti.

Vi tendono l'orecchio piamente,
mentre la gente sorda nella via,
a sottile insensibile armonia,
sol presagisce l'attimo che mebte.

COSTANTIN KAVAFIS, TR. LORENZO FRANCO

lunedì 18 maggio 2009

UMILTA'

Tanto che fare!
libri che non si leggono, ettere che non si scrivono,
lingue che non s'imparano,
amore che non si dà,
tutto quanto si dimentica.

Amici fra addii,
bambini che piangono nella tempesta,
gente che firma carte, carte, carte...
fino alla fine del mondo a firmare carte.

Ei passeri dietro a grate di pioggia.
E i morti in campane di vetro di canfora.

(E una canzone così bella!).

Tanto che fare!
E abbiamo fatto soltanto questo.
E mai abbiamo saputo chi eravamo,
neppure per che cosa.

CECILIA MEIRELES, TR. MIRELLA ABRIANI

POESIA

Come un uccello
la notte non è tua
ma nei giorni
- troppo brevi per il volo -
maturi come un frutto.Le tue ali seguono le stagioni.
E' tua la curvatura della terra.

OLGA SAVERY, TR. CECILIA CASTRO