sabato 24 maggio 2008

Io non sarò mai altrove
in un pulviscolo di voci possedute
parlando di una vita che va a morire
e malgrado tutto
di un’ape o di un’ombra.
THIERY METZ, TR. PASQUALE DI PALMO

ALLA LUNA NELLA CENTOQUINTA NOTTE

Non ho casa nella Notte dei Cibi
Freddi
Ho solo lacrime come ondate
d’oro
Se togli i rami della cannella contro
la luna
Più pura diviene la luce dei suoi
raggi
Da me lontana non ti adorni di rossi
fiori
Tristi i pensieri fra le tue nere
sopracciglia
Come il Pastore e la Tessitrice avvinti
dall’affetto
In autunno soltanto potremo guardare
Il fiume.
TU FU

venerdì 23 maggio 2008

Ancora lo stupore, io me stesso
parlo a me stesso e la valle rilevo
e i profondi suoi veri.
Io stupore che cresce, che torna
dopo offese, quando ogni oppressione
già è velata passione che s’attende,
quando ogni dorso d’erba
o vivificatrice
acqua m’appaghi o fiotto
lucido eccelso di nubi,
od ombre
non attingibili mi leghi,
quando occhi guardano guardati
ma ancora eccederebbe il sole

Stupore che in sé
Dolorando, godendo s’instaura…
ANDREA ZANZOTTO

giovedì 22 maggio 2008

Non è celato all’uomo lo spirito che diviene
ed è come la vita che l’uomo si è trovata:
il giorno della vita;
il mattino del vivere.
ricchezza sono le ore dello spirito, ardue.

E come la natura si ritrova
magnifico è che l’uomo riceva questa gioia:
come fida nel giorno e nella vita
come a sé lega il nesso dello spirito.
FREDRICH HÖRDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO

mercoledì 21 maggio 2008

ULTIMA PRIMAVERA

Prendi in te le forsizie nel profondo
E quando viene anche il sambuco al sangue
Rimescola alla tua gioia e miseria,
al cupo fondo cui sei destinato.

Lente giornate. Tutto superato.
E non chiedi se è fine o se è principio,
così forse le ore porteranno
te ancora fino a giugno con le rose.
GOTTFRIED BENN, TR. FERRUCCIO MASINI

martedì 20 maggio 2008

MONDO DI RUGIADA

Mondo di rugiada
solo un mondo di rugiada
che svanisce.
YOTARO ISSA, KKANTARO NISHIDA e G. D'AMBRIOSIO ANGELILLO

lunedì 19 maggio 2008

DELLA SEPARAZIONE DEI CANNETI, II°

Un gorgo d’occhi la campagna
in questo novilunio
fuori dalla misura degli eventi
l’immagine del cielo
rifratto nella mente. Nella stanza
i dettagli superstiti dell’amore:
le cinghie, la ferita, le impaurite
dalie. La notte
cieca, senza tracce.
MARIA ATTANASIO