sabato 31 gennaio 2009

Febbraio è sbarazzino
Non ha i riposi del grande inverno.,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
Fastidioso, irritante
Che mette a soqquadro la casa,
rimuove il sangue, annuncia il folle marzo
periglioso e mutante.
VINCENZO CARDARELLI
Il paesaggio sa tutto
Attraverso il suo essere alternante
E attraverso la sua abitudine a tutto
Quello che un paesaggio incontra.
Ha abitudini e primavere.
I muschi si approfondiscono lentamente
Nei sogni delle cicatrici delle pietre,
anno dopo anno.
HARRY MARTINSON, TR. GIACOMO OREGLIA

venerdì 30 gennaio 2009

Non concede che intatti silenzi
questa bellezza in nero e bianco
e nuvole trasparenti, se anche loro,
loro i tuoi sosia, pedinandoti
per anni, attraverso altre facce,
altre paure
qui, nel vetro dell’aria
visibili finalmente come vuoi
solo frammenti di vita,
sussurro di memorie o forse
un rimorso dissimulato appena,
ma infine apparsi
per una minima slogatura del tempo
a lasciare segnali da un’ora
che già non ti appartiene e che sai,
ne sei certo, mai più si salderà
a ogni tuo immaginabile domani.
GIORGIO DEVOTO

giovedì 29 gennaio 2009

ALLA MUSA

Come vigoroso il lavoratore afferra
la curva impugnatura dell’aratro,
lacera il fianco della terra
e sotto il torrente dei raggi solari
i solchi aridi divengono fertili

come il grano fulvo nell’aia
si ammassa e i mulini ruggiscono;
come trabocca dalla vasca la pasta lievitata,
e il contadino la cuoce in un forno
che è sempre acceso,

il piacere, il vigore creatore
che diffonde il Pane, il Pane consacrato,
tu insegnami, Musa dei miei padri;

insegnami e incorona di spighe la mia lira,
perché sull’aia, alla fresca ombra del salice,
io mi possa sedere e generare
le mie canzoni.
DANIEL VARUJAN, TR. ANTONIA ARSLAN E CHIARA HAIGANUSH MEGIGHIAN

mercoledì 28 gennaio 2009

MAPPA DEL NUOVO MONDO

Arcipelaghi
Alla fine di questa frase comincerà la pioggia.
All’orlo della pioggia, una vela.

Lenta la vela perderà di vista le isole; in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un’intera razza.

La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena una nuvola grigia,
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.

Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie
la pioggia
e pizzica il primo verso dell’Odissea.
DEREK WALCOTT, TR. BARBARA BIANCHI

martedì 27 gennaio 2009

Non c’è nulla −
I campi e le montagne
Rubati dalla neve.
NAITO JŌSŌ, TR. ELENA DAL PRA
Sì, gridano i fanciulli
a gennaio,
nel paese che meriggia beato.
Le cornacchie
fanno un dolce strepito
per l’aria solatia
E tu, ignota e lontana
Non guardi e non odi.
PIER PAOLO PASOLINI