...e per eterne vie passavano
su di noi sorridendo i signori del mondo,
sole, luna, stelle; e anche i lampi delle nubi,
i figli ardenti dell'attimo, scherzavano intorno.
Ma nel segreto migrava il Dio del nostro amore,
che non ha invidia, immagine di celesti prìncipi,
e il profumo, l'anima sacra e pura che spesso
tracima, nutrita dall'ora argentea di primavera,
infondeva nel rosso delle sere e nelle onde della notte.
Davvero vivemmo liberi in un'intima vira infinita,
senza pena, tranquilli, uguali in un sogno felice,
ora paghi di noi e ora volando in luoghi lontani,
ma nel profondo essere sempre uniti e viventi.
O albero gioioso! A lungo, a lungo potrei ancora cantare
e perdermi guardando il tuo capo fremente.
Guarda, guarda. Qualcosa si muove, vengono vergini
velate e forse tra loro c'è la mia fanciulla.
Lasciate, lasciate, lo debbo. Addio La vita mi strappa,
perché segua la traccia d'amore, con passo d'infanzia
Ma non mai, o o buono spirito, io voglio scordarti,
o eterno, immagine di chiho più amato.
E se venisse il giorno in cui io fossi con lei
riposerò sotto di te con lei, o spirito amico.
E non ti sdegnerai, ma verserai ombre odorate
ed un suono di canto sui felici.
FRIEDRICH HOLDERLIN, TR. ENZO MANDRUZZATO
mercoledì 27 maggio 2009
DI QUI NON MI PARTO
Di qui non mi parto
quantunque la sorte mi sia qui matrigna,
e, fosse anche più matrigna,
non resterei qui ancora?
Assai caro mi è questo luogo;
se ne va la primavera; se ne vada,
possono andarsene il sole le stelle...
io non me ne vo, io resto qui.
Io sono un albero, la mia anima è la radice;
;
senza radice l'albero non vive;
e come potrei strapparlo dal suo terreno,
dal cuore della mia bimba che qui sta?
Perché di qui non mi parto
quantunque la sorte mi sia qui matrigna,
resterei qui ancora.
SANDOR PETOFI, TR. UMBERTO NORSA
quantunque la sorte mi sia qui matrigna,
e, fosse anche più matrigna,
non resterei qui ancora?
Assai caro mi è questo luogo;
se ne va la primavera; se ne vada,
possono andarsene il sole le stelle...
io non me ne vo, io resto qui.
Io sono un albero, la mia anima è la radice;
;
senza radice l'albero non vive;
e come potrei strapparlo dal suo terreno,
dal cuore della mia bimba che qui sta?
Perché di qui non mi parto
quantunque la sorte mi sia qui matrigna,
resterei qui ancora.
SANDOR PETOFI, TR. UMBERTO NORSA
DA TANTO TEMPO
Da tanto tempo l'ho scoperto:
come la rana sono anfibio.
Ora mi acquatto sul fondo di cieli
che crepitano, ed è questa poesia
la bolla d'aria dell'anima mia.
Non ho padroni malvagi,
non ho servi che attendano i miei ordini;
comr Dio e come i pesci
vivo nel cielo e nel mare.
Il mio mare! Un oscuro mondo, un tiepido
mondo di braccia amorose. Il mio cielo
è la chiarezza dell'umanitàù
colta colla ragione.
ATTILA JOCZEF, TR. UMBERTO ALBINI
come la rana sono anfibio.
Ora mi acquatto sul fondo di cieli
che crepitano, ed è questa poesia
la bolla d'aria dell'anima mia.
Non ho padroni malvagi,
non ho servi che attendano i miei ordini;
comr Dio e come i pesci
vivo nel cielo e nel mare.
Il mio mare! Un oscuro mondo, un tiepido
mondo di braccia amorose. Il mio cielo
è la chiarezza dell'umanitàù
colta colla ragione.
ATTILA JOCZEF, TR. UMBERTO ALBINI
STIAMO SU UNA CIMA SELVAGGIA
Stiamo su una cima selvaggia, noi due,
stiamo abbandonati e rigidi,
aggrappati l'uno all'altra.
Senza lagrime, lamenti, parole:
Appena un tremito, e cadiamo.
Ci legano lacci di carne e sangue,
finché stiamo così avvinghiati:
Le nostre labbra, livide e tremanti.
Finché tu mi baci, non abbiamo parole:
Ma se dici una parola, cadiamo.
ENDRE ADY, TR. PAOLO SANTARCANGELI
stiamo abbandonati e rigidi,
aggrappati l'uno all'altra.
Senza lagrime, lamenti, parole:
Appena un tremito, e cadiamo.
Ci legano lacci di carne e sangue,
finché stiamo così avvinghiati:
Le nostre labbra, livide e tremanti.
Finché tu mi baci, non abbiamo parole:
Ma se dici una parola, cadiamo.
ENDRE ADY, TR. PAOLO SANTARCANGELI
I TUOI OCCHI CHIUDI
Chiudi i tuoi occhi, cara,
che il mondo non vi si specchi,
le cose ci sono troppo vicine,
quelle che non siamo noi.
Solo noi dobbiamo essere,
il mondo d'attorno è scomparso,
l'amore rivela
tutto. - I tuoi occhi chiudi.
PAR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIA
che il mondo non vi si specchi,
le cose ci sono troppo vicine,
quelle che non siamo noi.
Solo noi dobbiamo essere,
il mondo d'attorno è scomparso,
l'amore rivela
tutto. - I tuoi occhi chiudi.
PAR LAGERKVIST, TR. GIACOMO OREGLIA
NERI...
NERI,
come la ferita del ricordo,
gli occhi ti cercano scavando
nel Kronland
che il cuore stringe coi denti,
poiché rimane il nostro letto:
questo cunicolo devi attraversare -
tu l'attraversi.
Nel senso
del seme
il mare ti copre di stelle,
nell'intimo, per sempre.
Il dare un nome ha una fine,
è su di te che io getto il mio destino.
PAUL CELAN, TR. GIUSEPPE BEVILACQUA
come la ferita del ricordo,
gli occhi ti cercano scavando
nel Kronland
che il cuore stringe coi denti,
poiché rimane il nostro letto:
questo cunicolo devi attraversare -
tu l'attraversi.
Nel senso
del seme
il mare ti copre di stelle,
nell'intimo, per sempre.
Il dare un nome ha una fine,
è su di te che io getto il mio destino.
PAUL CELAN, TR. GIUSEPPE BEVILACQUA
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